Lecce e i suoi quartieri, il Salento la sua storia, cultura e politica
mercoledì 25 agosto 2021
NOTTE VERDE, SUI MURI DI CASTIGLIONE DUE MOSTRE DI ARTE PUBBLICA (26-31 AGOSTO)
Un percorso artistico di assoluto spessore quello che anticipa l'avvio del decennale della Notte Verde di Castiglione d'Otranto, evento curato da Casa delle Agriculture Tullia e Gino e in programma dal 27 al 31 agosto. A partire dal 26 agosto, però, i muri del paese accoglieranno due mostre di arte pubblica in grado di interrogare i cittadini sulle urgenze del nostro tempo e del nostro territorio. “Paradossi dell’abbondanza” è il titolo del lavoro di Marzia Migliora, esposto sulle facciate del Mulino di Comunità e della cappella di Santa Maria Maddalena, in area Trice, il cuore della manifestazione. Per i vicoli del centro storico, invece, si snoderà A Cielo Aperto, “Per fare un tavolo. Arte e territorio”, a cura di Bianco-Valente e Pasquale Campanella, evento di “Comunità Resilienti” a cura di Alessandro Melis, Padiglione Italia alla 17esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
Marzia Migliora è artista che usa un’ampia gamma di linguaggi, tra cui fotografia, video, suono, performance, installazione e disegno, per creare opere che elevano le più semplici attività umane amomenti in grado di raccontare stralci di storia collettiva. Le tematiche ricorrenti nel suo lavoro sono la memoria come strumento di articolazione del presente e l’analisi dell'occupazione
lavorativa come affermazione di partecipazione alla sfera pubblica. In occasione della decima edizione della Notte Verde di Castiglione, nel contesto dei temi urgenti esplorati nel laboratorio politico del festival attraverso il dialogo diretto con i cittadini, l’artista interviene per le strade di Castiglione con una serie di affissioni pubbliche di grandi dimensioni con soggetto i collage e disegni appartenenti alla serie Paradossi dell’abbondanza (2017-2021). Il titolo è preso a prestito da un capitolo del libro “Una storia commestibile dell’umanità” del giornalista inglese Tom Standage che, nel suo saggio, ripercorre una certa idea di modernità attraverso la storia dell’agricoltura e del suo asservimento alla produzione di cibo come merce: con l’introduzione di monoculture, produzioni intensive, pesticidi, organismi geneticamente modificati e quanto ha permesso un presunto dominio dell’uomo sui cicli naturali della germinazione. Migliora ha, quindi, realizzato una serie di collage che mescolano la tecnica del disegno alla tradizione del papier collé, per raccontare le contraddizioni vissute in campo agricolo dalla prospettiva dagli agricoltori stessi, che fossero questi gli stagionali migranti dei nostri giorni, i braccianti delle piantagioni coloniali, oppure più semplicemente provenienti dal background contadino familiare dell’artista e dalla storia della sua famiglia. Le giustapposizioni rivelano l’intreccio di immaginari differenti, relativi a momenti storici diversi ma prossimi l’uno col l’altro, perché caratterizzati da un rapporto di dominio, controllo e sfruttamento dell’uomo nei confronti del mondo naturale. Il paradosso, come forma retorica, serve sia ad illuminare l’assurdità di una situazione, ma anche per illustrare un senso di possibilità e di metamorfosi in giustapposizioni impreviste e generative di nuovi immaginari.
(Didascalia alle foto allegate: Marzia Migliora, “Paradossi dell’abbondanza, 2017 - 2021. Collage e disegno su carta. Courtesy dell’artista e galleria Lia Rumma Milano/Napoli).
A Cielo Aperto, “Per fare un tavolo. Arte e territorio” è a cura di Bianco-Valente e Pasquale Campanella ed evento di “Comunità Resilienti” a cura di Alessandro Melis, Padiglione Italia alla 17esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
Per i muri del centro storico di Castiglione, sarà affissa una selezione di 13 manifesti (dei 34 complessivi) incentrati su temi quali arte e territorio, mediazione politica, ruralità, localismo consapevole, bene comune, economie sostenibili. I manifesti prodotti sono da considerarsi come un dialogo fra diversi punti di vista, con l’intento di non armonizzare le differenze ma, al contrario sottolinearle, facendo emergere un’altra Italia: quella delle aree interne. L’intervento di arte pubblica, attraverso i manifesti realizzati da urbanisti, architetti, artisti, storici dell’arte, sociologi, antropologi, economisti e geografi, sperimenta metodi di comunicazione che non esulano da un confronto “stretto” con la storia locale, non nella direzione di un ripristino del folklore o di un passato che non c’è più, ma spostando l'attenzione dall'oggetto al processo, dal materiale alla narrazione, dallo spazio alla comunità, in termini di nuove possibilità culturali.
L’installazione per la Notte Verde 2021 comprende interventi di: Giorgio Azzoni / Stefano Boccalini / Sergio Cotti Piccinelli, Leone Contini, Luigi Coppola, Pietro Gaglianò, Guilmi Art Project, Interferenze / Liminaria, Alessandra Pioselli, Daniela Poli, Rete Nazionale Giovani Ricercatori Aree Interne, Riabitare l’Italia, Carmela Rinaldi / Veronica Vitale, Vincenzo Tenore / +tstudio, Ivano Troisi.
L’attività di A Cielo Aperto è sostenuta dall’Associazione Culturale Vincenzo De Luca che ha avviato da molti anni una ricerca sulle pratiche dell’arte in relazione alle specificità del territorio, con l’intervento di artisti in residenza per la realizzazione di un museo all’aperto a Latronico in Basilicata. Ha promosso, autofinanziandosi, il progetto A Cielo Aperto, a cura di Bianco-Valente e Pasquale Campanella, un’occasione per fare il punto sul senso e sui possibili sviluppi dell’arte in relazione a un contesto locale e alle sue specificità (www.associazionevincenzodeluca.com).
(Didascalia foto manifesti: manifesti di Alessandra Pioselli e Daniela Poli)
Oggi 25 agosto Lecce Film Fest _Led Zeppelin e cinema italiano
Terza giornata della quindicesima edizione del "Lecce Film Fest - Festival del Cinema Invisibile", oggi mercoledì 25 agosto, alle Officine Culturali Ergot, rassegna organizzata e promossa dall’associazione Cineclub Fiori di Fuoco, ideato e diretto da Nicola Neto e Ornella Striani.
Si concentrano sull’Italia i film in concorso proiettati a partire dalle 18: si inizia con “I passi della vita” (Italia 2019, Doc. 16’) il corto di Simone Pazienza che parla di inclusione e semplicità nelle parole e nei sorrisi di tanti ragazzi speciali e si prosegue con due documentari. Il primo è “Rony roller circus, life & magic” di Giacomo A. Iacolenna (Italia 2020, Doc. 63’), una testimonianza della quotidianità e la magia della gente e degli animali del circo e le loro relazioni, l’altro, alle 20, racconta un regista versatile del cinema di genere, Sergio Martino visto da Daniele Ceccarini e Francesco Tassara nel loro “Spaghetti alla martino” di (Italia 2020, Doc. 60’)
Come ogni sera si chiude con le grandi storie del rock, protagonisti i Led Zeppelin. Alle 21, Nicola Neto e Pasquale Stea conducono i presenti in un viaggio nel formidabile hard-rock di Jimmy Page, Robert Plant, John "Bonzo" Bonham e John Paul Jones accompagnati dalla musica di Frank Bramato e Antonio Tunno.
In programma incontri, concerti, workshop e un contest che mette a confronto le più interessanti produzioni cinematografiche, dalla Puglia al mondo, selezionate con cura per far conoscere un’idea di cinema fuori dalle logiche commerciali e della grande distribuzione. Sono 33 le pellicole (lungometraggi e film brevi) in concorso tra fiction, documentari e animazione usciti nell’ultimo biennio, che offre uno sguardo inedito sulla realtà. Le proiezioni sono accompagnate dai dialoghi tra gli autori presenti e il pubblico.
Il Lecce Film Fest – Festival del cinema invisibile è organizzato dall'associazione culturale Cineclub Fiori di Fuoco, cofinanziato dalla Regione Puglia e realizzato in collaborazione con il Comune di Lecce, Coop Alleanza 3.0, l'Unione Italiana Circoli del Cinema, il Liceo Virgilio-Redi di Lecce, Holm Festival, Librerie Giunti e Mondadori Bookstore e il patrocinio del Ministero della Cultura - Direzione Generale per il Cinema e l'Audiovisivo e della Provincia di Lecce.
I biglietti giornalieri sono disponibili su www.eventbrite.it e presso i botteghini del Festival.
L'evento rispetta la normativa vigente in materia di prevenzione dal contagio del Covid-19.
martedì 24 agosto 2021
Decameron 57: The Dual Nature of Silence : Halmosi, Sàndor, Maffia, Dante: Amazon.it: Libri
Il cantautorato italiano di Massimo Donno risuona a Spongano, 25 agosto
La sua professionalità è cresciuta tra scrittura e cantautorato, tra progetti inediti e teatro. Massimo Donno, cantante e musicista, accompagnerà il pubblico nel viaggio dentro il “Cantautorato italiano”, nome del concerto che si terrà mercoledì 25 agosto, alle ore 22, in piazza Vittoria a Spongano. L'evento, realizzato dal Comune di Spongano nell'ambito del cartellone estivo, vede protagonista, dunque, una delle voci più interessanti della scena artistica salentina. “Massimo Donno – per riportare le parole del cantautore, scrittore e poeta Oliverio Malaspina - è un gatto che salta sui tetti della canzone d'autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. Ci concede una musica tra sogno e realtà”.
Massimo Donno ha realizzato nel 2013 il suo primo album solista, “Amore e Marchette”, edito da Ululati/Lupo Editore e distribuito da Messaggerie Musicali, ottenendo ottime recensioni e calcando palchi in tutta Italia. Ha aperto numerosi concerti, da Daniele Silvestri a Nada e Fausto Mesolella, Fabio Concato, Musica Nuda (Ferruccio Spinetti e Petra Magoni) ecc.
Diverse le collaborazioni tra teatro e musica, da Alberto Bertoli a Luciano Melchionna, da Juan Carlos “Flaco” Biondini a Mirko Menna, da Maurizio Geri a Riccardo Tesi con il quale ha realizzato “Partenze”, album uscito nella primavera del 2015 per Visage Music, distribuito da Materiali Sonori in Italia, da Galileo in Germania, da Xango Music in Benelux. A settembre 2015 i giurati del Premio Tenco hanno inserito “Partenze” nella rosa dei migliori 49 album italiani dell’anno.
Nel giugno 2017, Donno ha pubblicato un nuovo lavoro, libro e CD, dal titolo “Viva il Re!” (Squilibri Editore-Visage Music). Il libro contiene una serie di interviste e di scritti relativi al mondo delle bande, con importanti contributi di Livio Minafra, Pino Minafra, Rita Botto, Battista Lena, ecc. Il cd racchiude nove tracce, di cui due inedite e sette tratte dai primi due album, riscritte e rilette con un ensemble bandistico di venti elementi, diretti da Emanuele Coluccia, con il prezioso contributo di Gabriele Mirabassi e Lucilla Galeazzi. Il disco è risultato, per Smemoranda.it, uno dei migliori album indie del 2017 mentre l’autorevole Giornale della Musica lo ha collocato nelle migliori 20 uscite di world music, sempre del 2017. Nel 2018/2019, Massimo Donno ha portato in tour, in Europa ed in Italia, il disco “Viva il Re!”, accompagnato dall’organettista Alessandro D’Alessandro. È approdato in numerose città italiane ed europee come Milano, Roma, Torino, Bordeaux, Valencia, Bruxelles, Lussemburgo, ecc.
Ad aprile del 2018, Massimo Donno ha ricevuto il Premio Civilia Salento, per la diffusione della musica d’autore su tutto il territorio nazionale. A settembre 2019, invece, il Premio Castrovillari d’Autore, premiato dalla giuria composta dai cantautori Gatto Panceri e Mariella Nava e dal giornalista RAI Michele Neri.
Ha detto di lui Gatto Panceri: "Ascoltare
e quindi scoprire Massimo Donno è stato una bella sorpresa per me in
quanto pensavo che in questo panorama attuale di giovani artisti
italiani si fossero estinti i veri cantautori. Con il termine 'veri'
intendo quelli come lui che hanno quel guizzo imprevedibile nella
scrittura che ti incolla alle loro canzoni dalla prima all‘ultima
parola, quelli che hanno la credibilità nella voce per poter raccontare
certe cose, quelli come lui che hanno soluzioni musicali originali,
senza tempo e al di là delle effimere, baccanose mode del momento.
Donno
fa ben sperare che le generazioni del cantautorato nobile, quello che
va De Gregori a Fossati a fino ad arrivare a Ligabue e a Cristicchi,
avranno per fortuna del pubblico dei degni eredi, dei nuovi pregiati
artefici. Cantare le proprie cose, non solo parlarle, usare vocaboli
anche aulici con efficacia nei testi, suonare uno strumento e non solo
programmare un computer temevo ormai fossero usanze non più praticate
nei giovani con pretese artistiche. Ora non più".
DONNE SALENTINE TROPPO LIBERE: LETTURA-EVENTO A DISO CON LEGGERE TRA DUE MARI, 25 AGOSTO
DISO- Promuovere la lettura nei piccoli paesi, con linguaggi e stili inediti, per avvicinare diverse generazioni ai libri e nutrire di contenuti l’incontro interculturale, valorizzando il territorio locale. Torna per questo “Letti in piazza”, azione del progetto “Leggere tra due mari”, che da un anno cerca di penetrare nelle periferie lontane dai grandi circuiti culturali.
Dopo il primo testo in scena a fine luglio a Spongano, “Per tornare assieme nella casa del mondo” di Franco Arminio, il 25 agosto a Diso sarà la volta di “Streghe-Macàre, maghi e guaritori del Salento” di Carlo Codacci Pisanelli. L’appuntamento è alle ore 21.00 in Piazza Municipio, nei pressi della Biblioteca comunale. La serata, curata da Martina Stefanelli, collaboratrice selezionata con bando pubblico dall’Unione dei Comuni Andrano Spongano Diso, partner del progetto, vede anche il coinvolgimento di numerosi giovani, per una mescolanza autentica di arti, tra canto, danza, musica, teatro. La lettura, così, si fa evento, spettacolo, immedesimazione. E lo fa su un tema di cruciale importanza: il ruolo delle donne nella storia di questo territorio e le forme più impensabili di conquista dei loro spazi di libertà.
“Streghe-Macàre, maghi e guaritori del Salento di Carlo Codacci Pisanelli, edito da AnimaMundi, è un saggio – spiega Martina Stefanelli – una ricerca sociologica che analizza un fenomeno sconosciuto a molti ovvero quello riguardante la magia nel territorio salentino. Si pensa spesso che la magia sia qualcosa di infantile o di arcaico, che non tocca il nostro presente. Questo lavoro ci fa comprendere l’importanza di queste figure chiamate streghe, che stanno a metà tra un essere sovrannaturale e donne ordinarie. Donne libere, forse troppo libere da destare paura e stupore tra i concittadini, ma questo è il peso della libertà. Codacci Pisanelli riporta racconti, senza mai dare giudizi, dando valore alla tradizione, facendoci percepire la ricchezza che si nasconde tra le parole delle persone intervistate”.
È questo il cuore del secondo dei dieci appuntamenti di “Letti in Piazza” in programma fino al prossimo giugno, uno per ognuno dei libri scelti dalla casa editrice AnimaMundi, reinterpretati dai giovani selezionati dall’Unione dei Comuni di Andrano-Spongano-Diso e dal Comune di Andrano. Queste realtà sono partner del progetto “Leggere tra due mari”, nato da un’idea delle associazioni “Libera Compagnia” di Aradeo e “Amici della Biblioteca” di Tuglie per rafforzare il ruolo delle biblioteche nel Salento, con il sostegno di Fondazione CON IL SUD e Centro per il libro e la lettura, la collaborazione di Anci e il patrocinio di Associazione italiana biblioteche, Polo Biblio-Museale di Lecce, Regione Puglia e Provincia di Lecce. Sono 15 i comuni coinvolti, attraverso un ampio partenariato formato da 21 realtà associative, istituzionali e imprenditoriali: oltre alle organizzazioni ideatrici, la rete è composta dalle biblioteche comunali di Aradeo, Taurisano, Collepasso, Cavallino, Taviano, da Comune di Andrano, Comune di Collepasso, Unione dei Comuni Andrano-Diso-Spongano, Istituto scolastico di Aradeo, Parco regionale Otranto-Leuca, Amici della Biblioteca di Tuglie, Anima Mundi, Aps Amici della Musica, Casa delle Agriculture Tullia e Gino, Ciàula, Corte Grande Edizioni, Sablio, Università Popolare Aldo Vallone, Voce alle Donne.
lunedì 23 agosto 2021
Taccuini d’artista: “Artist Notebooks & Poetry Box” : Di Poce, Donato, Donno, Stefano: Amazon.it: Libri
LA MORTE UMANIZZATA: SHINIGAMI E TRISTI MIETITORI (Miti e leggende sulla morte) di Mario Contino domani 24 agosto 2021 a Monopoli
Chi si occupa di storia delle religioni e gli antropologi hanno quasi sempre considerato che la Morte sia, soprattutto nelle culture arcaiche e primitive, un “fatto sociale”, un avvenimento che genera una crisi, non soltanto nel gruppo familiare, ma anche in quello più ampio del sociale, della comunità; e che per questo le strutture sociali reagiscono alla morte attraverso una serie di mezzi simbolici mitici e rituali, talora magici, che conducono gli individui a vivere la morte secondo i paradigmi offerti dalla stessa struttura sociale. Ma la Morte, questo grande mistero, custodisce anche segreti affascinanti da dover essere indagati e interpretati …
Dichiara l’autore Mario Contino. “Cosa è la morte? Cosa c'è dopo la morte? A queste domande tentano di dare risposta, da secoli, alcune delle menti più brillanti del pianeta che hanno trattato l'argomento dal punto di vista filosofico e scientifico. Io non sono né uno scienziato né un filosofo, ma ugualmente ho voluto tentare di comprendere l'essenza della morte attraverso lo studio del folklore, dei miti e delle leggende ad essa collegate, senza tralasciare né la scienza né la filosofia. Perché l'ho fatto? Perché la Morte fa parte della vita è ogni uomo dovrebbe riflettere su questo importantissimo e inevitabile traguardo.”
DA NEW YORK A DISO: DOMANI IL CONCERTO DI UNO DEI PIù AFFERMATI MUSICISTI JAZZ IN ITALIA
“Daniele Cordisco Plays Wes” è il titolo del concerto che lo vedrà protagonista assieme ad Antonio Cerfeda e Vittorio Solimene, giovani musicisti dai percorsi e dagli stili eclettici, confluiti, appunto nell’Hammond Trio. Il loro blues, suonato con trasporto e condotto con grande rispetto per la tradizione, si muove tra standard e brani del celebre chitarrista statunitense Wes Montgomery, una dose equilibrata di virtuosismo e groove, un tocco romantico e il suono sempre seducente dell’organ trio.
Chitarrista dal percorso solido e già maturo, Daniele Cordisco è stato capace di far notare le sue qualità sin da giovanissimo con collaborazioni di sicuro livello e la vittoria nel 17° Premio Internazionale Massimo Urbani. Si è avvicinato alla musica sin da piccolo grazie alla passione trasmessagli dal padre, chitarrista jazz, e ha avuto l’opportunità di condividere il palcoscenico con alcuni dei musicisti e artisti più importanti della scena musicale italiana e non solo. Tra loro, Jeff Young (organista di Sting), Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Max Ionata, Stefano Di Battista, Gary Smulyan, Jimmy La Rocca, Julian Oliver Mazzariello, Walter Ricci, Claudio “GREG” Gregori, Paolo Recchia, Michael Supnick, Marisa Laurito, Massimiliano “Max” Paiella, Giorgio Rosciglione, i fratelli Deidda, Lorenzo Tucci, Luca Mannutza, Daniele Scannapieco, Luca Aquino, Aldo Vigorito, Donna McElroy, Christian Maurer, Roy Hargrove, Esperanza Spalding, Nico Menci, Red Pellini. Da qualche tempo, si esibisce stabilmente con Renzo Arbore e i suoi Swing Maniacs con i quali ha registrato la sigla del programma televisivo “Oggi Qui. Domani Là’” andato in onda su RAI5. Assegnatario di una borsa di studio per il “Berklee College of Music di Boston”, ha fatto incetta di premi. Tra gli altri, si è aggiudicato il primo posto al concorso “Il Genio Di Eddie Lang” (Isernia, 2010), con presidente della giuria una delle stelle della chitarra jazz di tutti i tempi, Jim Hall. Tante, inoltre, le esibizioni in Italia e all’estero, in particolare negli Usa.
Antonio Cerfeda, leccese, si è avvicinato alla musica sin da bambino e negli anni si è appassionato e ha iniziato ad approfondire lo studio del jazz. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali: tra i più importanti, “In Recognition of Outsanding Musicianship” presso il Berklee College of Music - Umbria Jazz 2017 , “Schoolarship Winner” al Drummers Collective - New York City 2018, “Borsa di Studio al Merito” presso l’Accademia nazionale del Jazz al Siena Jazz 2018. Si esibisce regolarmente in eventi nazionali ed internazionali e ha collaborato con artisti quali Damien Nolan, Eddie Henderson , Ben Van Gelder, Francesco Angiuli, Maurizio Giammarco, Joe Sanders, Logan Richardson e Seamus Blake. Laureando all’Accademia Nazionale di Jazz, ha studiato con Marco Valeri, Luca Santaniello e Greg Hutchinson.
Vittorio Solimene, napoletano, ha iniziato gli studi di pianoforte all’età di 12 anni. All’età di 15 anni è stato ammesso al triennio accademico di pianoforte jazz presso il Saint Louis College of Music di Roma dove, nel luglio 2017, ha conseguito la laurea trienniale in Pianoforte Jazz con la votazione di 110 e lode. Nel giugno 2020, ha completato il suo percorso di studi presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma ottenendo la laurea biennale con la votazione di 110 e lode con menzione d'onore. È stato allievo di Ramberto Ciammarughi, Roberto Tarenzi, Pierpaolo Principato, Dario Zeno, Alessandro Gwis, Pat Bianchi. Nel maggio 2017 ha vinto il primo premio assoluto nella sezione solisti del concorso “Paolo Randazzo”. Ha avuto la possibilità di suonare in alcuni dei più importanti club e teatri in Italia e all’estero (Germania, Olanda, Inghilterra, Spagna, Finlandia e Belgio) e in numerosi festival e rassegne. Attualmente vive stabilmente a Roma dove svolge un’intensa attività concertistica.













